27 novembre 2005

L'ospite inattesa

di Andrea

La mia prima esperienza con una “particolare ospite inattesa” risale agli anni dell’Università, con precisione all’anno 1996, durante lo studio della materia diritto civile. Mentre i pomeriggi li trascorrevo nei meandri del diritto, “qualcosa” ha fatto entrare nel mio corpo (leggi intestino) una signora speciale e del tutto inattesa, eh sì!, perché ho cominciato ad avvertire dei dolori all’addome e dei movimenti intestinali non identificati o ricollegabili a fenomeni diarroici o alla normale funzione escretoria. Premetto che fino a quel momento il mio transito intestinale era sempre stato regolare, anche se veloce dal punto di vista della digestione. Non preoccupato più di tanto e sempre più innamorato della mia facoltà, ho lasciato che la formazione giuridica assumesse il ruolo di protagonista nei miei primi anni 20.

Dovetti cambiare idea quando il trascorrere dei giorni richiedeva un sempre più urgente utilizzo del bagno, con frequenti e repentine scariche. Deciso ad indagare su ciò che mi stava realmente accadendo, data anche la comparsa di sangue nelle feci, cosa che tra l’altro mi spaventò non poco, fissai una visita con uno specialista. In attesa del giorno fissato per la visita avanzai alcune ipotesi, tra cui, per me la più accreditata, la comparsa di un fenomeno emorroidario. Questa ipotesi venne screditata totalmente quando lo specialista, ad un primo esame clinico, valutando sia la sintomatologia che accusavo sia gli eventi considerati nella loro fenomenologia, attribuì il tutto ad una proctite (infiammazione dell’ultima parte dell’ano). Solo un successivo esame, effettuato dagli specialisti di medicina interna dell’ospedale di Macerata, svolto in modo più obbiettivo, attraverso l’utilizzo della sonda endoscopica, ha permesso di definire così la diagnosi: colite ulcerosa. E’ lei l’ospite inattesa di cui ho fatto menzione e che tutt’ora alberga nel mio corpo. Dopo tale diagnosi lo specialista mi disse di limitare l’alimentazione ricca di fibre e verdure e mi consigliò di stare tranquillo e di non stressarmi troppo. In effetti solo dopo qualche tempo ho realmente capito il senso di questo suo ultimo consiglio (nei prossimi articoli tornerò su questo aspetto).

Dopo la diagnosi predetta, ricordo di aver assunto un atteggiamento piuttosto ottimista, probabilmente perché ignoravo cosa fosse la colite ulcerosa. Comunque, la terapia che dovevo fare era costituita da pasticche e clisterini da fare la sera prima di addormentarmi. Dopo un paio di mesi la situazione era andata via via migliorando e ripresi a studiare con volontà e soddisfazione. Ma ad essere sincero c’era qualcosa che mi sfuggiva o che inconsciamente non volevo capire: mi era stato detto infatti che avrei avuto tale malattia per tutta la vita, ed era proprio quest’ultima frase che a volte mi ritornava in mente. Oggi, essendo trascorsi degli anni, non ricordo con precisione quale sia stata le mia conclusione al riguardo, certamente non propriamente ottimista.

Per velocizzare un po’ questo racconto, menziono soltanto al fatto che la colite interessava ed interessa il mio colon nella sua ultima parte: sigma-retto. Fino all’anno 2000 i problemi di riacutizzazione della malattia si accentuavano più che altro al cambiamento della stagione (inverno-primavera) interessando il periodo marzo-metà maggio (tale periodo “caldo” lo frenavo con le pasticche e qualche clisterino). Per il resto dell’anno non avevo particolari problemi di “transito urgente”, pur tuttavia avevo sempre bisogno di fare una terapia di mantenimento. L’andamento della malattia è sempre stato caratterizzato secondo questa flessione e successivamente all’anno 2000 i fatti si sono evoluti.

Nel prossimo articolo scriverò come la situazione sia un po’ cambiata. Per concludere questa mia prima adesione a questa encomiabile e importantissima finestra di dialogo e confronto, voglio solo ricordare, a tutti coloro che leggeranno il mio articolo, come sia di fondamentale importanza, ripeto, fondamentale importanza conoscere ogni aspetto sintomatico della colite ulcerosa e del suo “fratello” morbo di Chron, per poterci convivere e senza mai perdere l’ottimismo. Per l’esperienza vissuta credo che una condizione che deve necessariamente contraddistinguere e possedere chi abbia questa malattia sia il fatto di avere un positivo e alto umore di vita. Forse non tutti comprenderanno pienamente queste ultime frasi ma, al riguardo, potranno ricevere tutte le risposte alle loro domande nei miei prossimi articoli.

A presto,
Andrea

04 novembre 2005

"NON LO SO...FORSE SBAGLIO"

di Manuela

Oggi è una giornata un po' particolare!
Fino a ieri, da quasi 4 mesi, ho affrontato i cambiamenti e le novità che si sono presentate in maniera molto pessimistica; non facevo altro che pensare:" Ma è possibile che capitano tutte a me? E come faccio a superare tutto?".
Va bè che vicino avevo i miei genitori, mio fratello e gli amici, ma pur essendo circondata da tante persone mi sono sempre sentita sola.
Vi è mai capitato di essere in mezzo ad una grande folla? Avete tantissima gente intorno eppure non potete fare a meno di sentirvi tristi ed abbandonati a voi stessi.
Così mi sono sentita io per 4 mesi!

Stamattina però mi sono alzata con un pensiero fisso in testa ed una luce diversa negli occhi e...finalmente ho capito!
Ho capito che tutto quello che mi è successo e quello che deve ancora accadere mi rende solo piu' forte.
Per un attimo ho creduto di non avere piu' la forza di fare nulla ed invece oggi sono contenta...contenta di avere la malattia, contenta di dovermi operare e di dover affrontare 4/5 mesi d'inferno, contenta di aver chiuso un rapporto di 2 anni, contenta di stare male.
Voi penserete che sono "matta"...be', forse un po' lo sono (dott. me lo concedi?!?),pero' è proprio quello che penso ed ora vi spiego il perchè!

Una volta una signora conosciuta in ospedale mi disse che la Colite Ulcerosa prendeva solo alle persone intelligenti e piene di sensibilità; io lì per lì non ho dato un gran peso alle sue parole, ma solo oggi mi rendo conto che aveva ragione (concordo per la sensibilità...un po' meno per l'intelligenza!!!).
La malattia mi avrà portato tante limitazioni, tanti sacrifici e tante rinunce ma alla fine chi ci ha "guadagnato" sono solo io!
E' grazie a lei se oggi riesco a capire chi ha dei problemi e chi sta male; è grazie a lei se ho conosciuto persone che altrimenti non avrei mai incontrato (mi ha anche avvicinata alle persone piu' care e mi ha allontanata dalle "false amicizie").
E' solo grazie a lei se sono riuscita a dare un giusto peso alle cose.
Sto cambiando? Sto peggiorando?
Sto forse, finalmente, crescendo?
Questo non lo so...so solo che non voglio piu' essere triste e vorrei riuscire a cogliere la parte migliore da tutta questa storia.
Forse quello che sto tentando di intraprendere è un cammino...sto cercando di prendere tutto con filosofia per arrivare al giorno dell'operazione piena di forze.

Oh...finalmente siamo arrivati al punto!!
E si perchè è inutile girarci intorno: uno dei motivi per cui sono andata "fuori di testa" in questi 4 mesi è l'intervento.
Credete che sia una cosa da niente?
Inizialmente devi decidere se farlo oppure combattere a vita con le medicine( e vi assicuro che non è una scelta facile da prendere), poi devi scegliere da chi farti operare (si cerca il piu' bravo...se devi affogare meglio farlo nell'acqua alta!!) ed infine c'è l'attesa.
Io sono nella terza fase e non mi passa un giorno!
Sto sempre lì a pensare cosa mi aspetta, ai 4 mesi tra un intervento e l'altro (e si perchè gli interventi saranno ben 2) e se sto facendo la cosa giusta.
La mia vita è già praticamente cambiata, o meglio, SCOMBUSSOLATA!
E tutto questo mi ha fatto capire che le mie priorità, i miei pensieri, i miei problemi non sono quelli di una qualsiasi ragazza di 25 anni.
Non riesco piu' a divertirmi quando esco la sera.
Non riesco a ridere con gli amici di sempre.
Non riesco piu' a parlare di qualsiasi argomento (ora, per me, sono tutti discorsi inutili).
Evito di andare a ballare (un po' perchè non ne ho la forza...troppe medicine...e soprattutto per non sentirmi ancora piu' sola!).

Pensate che stia sbagliando a comportarmi così?
Ma voi credete che sia semplice uscire e far finta che vada tutto bene?
A questo punto pero' sono corsa ai ripari e ...sapete cosa ho fatto?
1) Quando esco con i miei vecchi amici non cerco piu' di spiegare perchè sono pensierosa...tutte le volte che ci ho provato ho avuto la sensazione di sembrare noiosa e ripetitiva e allora via, prendo tutto così come viene e tento di godermi semplicemente le poche ore fuori di casa.
2) Ho iniziato a frequentare gente nuova: è una bellissima sensazione avere nuove amicizie...soprattutto perchè non si aspettano nulla da me!
E' bello non dover dare nessuna spiegazione!
3) Non ascolto piu' le canzoni che mi mandano a picco...BASTA ESSERE TRISTI!!!
4) Mi concentro finalmente su me stessa e questo mi fa sentire piu' libera.

Non lo so...forse sbaglio a pensarla così!
Io so solo che da qualche giorno mi sento piu' forte.
So anche che i prossimi mesi non saranno per niente facili(...anzi!) ma dopo 7 anni di malattia non posso non sfruttare questa opportunità che mi viene data.
...Magari riusciro' ad avere una vita come tutti gli altri!

TENTAR NON NUOCE....o almeno spero!!!!!

PS.lo so, vi avevo promesso che vi avrei parlato di tutt'altra cosa ma questo era quello che mi passava per la testa e questo ho scritto...spero abbiate apprezzato!!!
ciao ciao, Lella!